E i complimenti vanno a…Daniele Biffino, vincitore della lettura portfolio di FotoArte 2012

Ieri pomeriggio un associato del nostro circolo, Daniele Biffino, si è classificato primo alla lettura portfolio di Fotoarte 2012 organizzata dal circolo Il Castello di Taranto giunta alla nona edizione nel ventesimo anno di vita del circolo stesso.

Omaha,Europa
Omaha, Europa. Un pomeriggio qualunque.

Omaha è una città del Nebraska, il 37° stato degli Stati Uniti d’America. Colleville-sur-Mer è un piccolissimo centro abitato nel Dipartimento del Calvados, Regione della Bassa Normandia (Francia), a pochi chilometri da Bayeux. I destini di Omaha e Colleville-sur-Mer sono legati dalla mattina del 6 giugno 1944, quando i soldati alleati sbarcati sulla spiaggia di Colleville (“Omaha Beach” secondo le denominazioni in codice utilizzate per le operazioni belliche alleate durante lo sbarco in Normandia) furono trattenuti per poche, lunghissime ore dal fuoco tedesco fermi sui primi metri di spiaggia, protetti solo da un piccolo risalto di sabbia e ciottoli.

La battaglia di Omaha Beach fu la più cruenta della giornata ed anche quella che a cui spetta il primato di essere stata raccontata dalle fotografie di Robert Capa. Oggi Omaha Beach, nel territorio di Colleville-sur-Mer, ha tutto l’aspetto di un tipico centro balneare del nord Europa: bar, alberghi, case di villeggiatura, gente che si gode la spiaggia. E non solo.

Sebbene non rimanga evidente alcun elemento rilevante di quella battaglia i numerosi pannelli ti raccontano, punto per punto, quello che è successo nelle prime ore di una mattina di fine primavera di quasi settanta anni or sono. Non ci metti molto a capire che quel piccolo salto di quota, neanche un metro, fatto di sabbia, ciottoli e ciuffi d’erba è il baluardo dietro al quale i soldati alleati appena sbarcati si riparavano dal fuoco della postazione tedesca; non puoi fare a meno di pensare a come dovevano sentirsi quelli che, ancora in mare o appena approdati alla spiaggia, non potevano contare neppure su quella misera protezione.

Ti chini un attimo e provi a fare una verifica: come te la saresti cavata? La collina della postazione tedesca domina la spiaggia, con il suo alto obelisco, però oggi ci si può salire sopra senza timori. Ancora un’altra verifica, e questa volta sei rannicchiato in una postazione tedesca: di certo loro erano in posizione favorevole rispetto ai soldati alleati, ma del tutto scoperti verso il cielo, e non c’erano solo i soldati sulla spiaggia.

Provi a salire sulla collina. La spiaggia sembra lontana: qui in Normandia si passa, in pochi metri, dalla sabbia alla campagna piena, con prati, alberi, mucche al pascolo e casette sparse, senza la mediazione dei quartieri di seconde case come dalle nostre parti. Qui c’è anche qualcos’altro, però: il ricordo di una battaglia che ha segnato le sorti dell’Europa.

A pochi passi dall’obelisco che segna la postazione tedesca (una trentina di uomini in tutto, che per diverse ore sono riusciti a tenere testa agli alleati ed a mettere in dubbio il buon esito dello sbarco di Omaha) un Memoriale americano ci accoglie con i nomi di tutti i soldati dispersi nella battaglia. Poco oltre riposano quelli che invece dispersi non sono, ed in questo ordinato cimitero di guerra ritorna la vista del mare.

Complimenti Daniele!


Un sentito grazie al Circolo Fotografico Il Castello che anche quest’anno ha organizzato una rassegna fotografica veramente valida e che ci ha arricchiti tutti tantissimo. Al prossimo anno!!!



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